Marsala, consigliere comunale citato a giudizio per truffa e falso

Truffa e falso ideologico sono le accuse con cui verrà processato un consigliere comunale di Marsala, Alfonso Marrone, 48 anni, originario di Salemi.

Marrone, consigliere capogruppo di «Una Voce per Marsala», è stato citato direttamente a giudizio dalla Procura di Marsala, che ha fissato l’avvio del processo per l’11 marzo 2020. Il consigliere avrebbe commesso i reati contestati in danno del suo ex datore di lavoro, la Casa di Cura Morana, dove lavorava dal 1990 e svolgeva mansioni di infermiere professionale caposala.

Secondo l’accusa, due anni fa, Marrone avrebbe più volte disertato, facendo altro, le riunioni delle commissioni consiliari per le quali, invece, aveva chiesto permessi al datore di lavoro, che per questo, nel novembre 2017, l’ha licenziato.

Licenziamento che nell’ottobre 2018 è stato ritenuto «legittimo», e quindi confermato, dal giudice del lavoro del Tribunale di Marsala, che nella sua ordinanza parla di «abuso del diritto», «condotta contraria alla buona fede» e «disvalore non solo contrattuale, ma anche sociale».

Per assolvere al loro mandato amministrativo i consiglieri comunali hanno diritto ad un massimo di 36 ore mensili di permesso, retribuite, più altre 24 non retribuite. E quando è lavoratore dipendente, il Comune rimborsa poi, nei limiti di legge, il datore di lavoro. Il licenziamento scattò a seguito di alcuni controlli svolti dal datore di lavoro, che si affidò ad un investigatore privato per seguire i movimenti di Marrone nelle ore in cui si assentava dal lavoro chiedendo permessi per mandato amministrativo. E l’investigatore scoprì che più volte Marrone, nei giorni e nelle ore in cui chiedeva il permesso di assentarsi dal lavoro per partecipare alle riunioni delle commissioni consiliari, in realtà era altrove e faceva altro.