Aeroporto di Trapani, Ombra: “Da Ryanair impegno a lungo termine”

Ha parlato di importanza delle infrastrutture e dell’esigenza di fare sistema con il resto di Italia, Salvatore Ombra, presidente di Airgest, società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, invitato da La7 per partecipare al talk intitolato «Gattopardi – atto II» di Non è l’Arena e condotto da Massimo Giletti.

Nei giorni scorsi Salvatore Ombra ha anche ricevuto una missiva da parte del numero due di Ryanair, David O’Brien in cui gli annuncia l’attivazione della tratta quotidiana Trapani-Pisa, dalla stagione Summer 2020, come prova, ha scritto lo stesso O’Brien, di un piano a lungo termine per l’incremento dell’impegno della compagnia irlandese su Trapani.

«La Sicilia probabilmente sconta cinquant’anni di arretratezza – ha affermato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – da Marsala a Palermo ci vogliono 5 ore in treno e ovviamente noi dobbiamo prendere la macchina. C’è però una classe imprenditoriale in pieno fermento che lavora, che produce, che si impegna, che investe e si confronta con un contesto che guarda all’Europa. La mia azienda – ha aggiunto Ombra – esporta dal Cile alla Malesia e tutto questo lo fa da Marsala. Fare l’imprenditore in Brianza, è molto più facile, è come far giocare Maradona contro i miei figli, vince sicuro».

Una stoccata da parte del numero uno di Airgest è partita anche verso la società che gestisce le autostrade: «Il ponte Morandi – ha affermato Ombra – è caduto lo scorso anno e lo stanno già ricostruendo. Cinque anni fa è caduto il ponte Himera ed è ancora così, ed è sempre l’Anas che se ne occupa. La colpa è forse della nostra indolenza, ma l’Italia deve camminare insieme. Collegare Catania e Palermo è importante quanto collegare Genova». E su Trapani Birgi ha ricordato: «Nel 2012 era diventata la base più grande del Sud’Italia di Ryanair, con quattro aeromobili basati. Sono tornato in aeroporto, perchè il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, me lo ha consentito, per portare avanti una Sicilia virtuosa e non sprecona, rinunciando allo stipendio di 35 mila euro, per il rilancio del territorio, perchè non tutta la classe dirigente lavora per un tornaconto. La mia rata del mutuo di casa la pago attraverso la mia azienda e non con l’aeroporto, per questo posso dire tutto quello che penso». (AGI)